Lo so che ultimamente è un argomento inflazionato, ma mi è davvero piaciuto il modo di dire senza aver detto...
Poi ci lamentiamo che Billy Ballo ha violentato una tredicenne (e magari leggiamo pure un commento in cui si dice che lei ci stava e che se l'è cercata... cazzo tredici anni... provate a farlo con mia figlia e vi dissotterro dopo tredici anni)
Dall'intervista a Carlo Rossella sul corriere...
[...]
La preoccupazione della signora Lario, forse, è però legata al fatto che il premier «frequenta ragazze minorenni»...
«Non mi risulta. E, comunque, non userei la parola 'minorenne' a vanvera...».
No? E perché?
«È un termine vecchio. Semmai, direi che la ragazza di cui si sparla aveva meno di 18 anni...».
E che cambia?
«Beh, i costumi non sono più quelli d’una volta...».
[...]
Anche i presidenti del consiglio non sono più quelli di una volta...
mercoledì 27 maggio 2009
lunedì 18 maggio 2009
Metafisica e fantascienza
Anche se non lo avrebbe mai saputo, il primo umano ad accorgersi della cosa fu il proprietario di un piccolo negozio di animali a Des Moines nello Iowa. Mentre controllava le vasche dei pesci, prima della chiusura, li vide. I barbi, i cardinali, perfino i gamberi d'acqua dolce erano tutti rivolti nella stessa direzione, come se stessero osservando qualcosa. Mentre posava il suo sguardo nel medesimo verso non si accorse che anche gli altri animali nelle gabbie lo stavano imitando. L'ultimo fu un giovane ricercatore dell'università di Tokyo. I batteri sul vetrino che stava osservando si disposero tutti allineati quasi simultaneamente, come limatura di ferro sotto l'effetto di una calamita. Fece appena in tempo a distogliere lo sguardo dal microscopio, prima che l'impulso irresistibile ad alzare lo sguardo verso il cielo si impadronisse di lui.
Finì tutto rapidamente così come era iniziato, e nessuno avrebbe mai saputo cosa avesse spinto contemporaneamente ogni essere vivente sulla terra a guardare nella stessa direzione per una manciata di secondi.
In quella precisa direzione, lontano, molte migliaia di parsec fuori dal sistema solare, in una pozzanghera di fango su di una roccia senza nome, una catena molecolare di silani polimerici, contrariamente ad ogni logica probabilistica, era riuscita a sfruttare le complesse reazioni col pentafloururo di boro, scindendosi e replicandosi correttamente senza dissolversi nell'acqua. Era già successo altre volte, ma mai all'interno di una sacca idrofoba protettiva composta da una sottile membrana di carbonato di calcio.
Sarebbero occorsi altri quindici milioni di anni prima che fragili diatomee di tridimite, discendenti di quel primo frammento di codice in silicio, avrebbero polarizzato all'unisono i loro piani cristallini, per osservare a loro volta in un lontano punto, nello spazio all'interno delle polveri di una nube, la nascita della vita.
Finì tutto rapidamente così come era iniziato, e nessuno avrebbe mai saputo cosa avesse spinto contemporaneamente ogni essere vivente sulla terra a guardare nella stessa direzione per una manciata di secondi.
In quella precisa direzione, lontano, molte migliaia di parsec fuori dal sistema solare, in una pozzanghera di fango su di una roccia senza nome, una catena molecolare di silani polimerici, contrariamente ad ogni logica probabilistica, era riuscita a sfruttare le complesse reazioni col pentafloururo di boro, scindendosi e replicandosi correttamente senza dissolversi nell'acqua. Era già successo altre volte, ma mai all'interno di una sacca idrofoba protettiva composta da una sottile membrana di carbonato di calcio.
Sarebbero occorsi altri quindici milioni di anni prima che fragili diatomee di tridimite, discendenti di quel primo frammento di codice in silicio, avrebbero polarizzato all'unisono i loro piani cristallini, per osservare a loro volta in un lontano punto, nello spazio all'interno delle polveri di una nube, la nascita della vita.
giovedì 14 maggio 2009
Un mese fa...
Vabbè non è proprio un mese ma mancano solo due giorni, e molte persone mi chiedono sempre com'è dall'altra parte, come si sta, che faccio e soprattutto quanto costa il pesce sul porto di Gallipoli... no vabbè questa è un'altra storia.
Veniamo a noi. Oddio, ho detto "a noi", 'mmazza coi tempi che corrono, sono proprio senza pudore.
Insomma, la mia impressione positiva si è consolidata nel primo mese di permanenza. Le cose qui funzionano bene, il posto è tranquillo ma ci si diverte senza problemi, anzi a dire la verità qui di problemi non ne ho trovato affatto. Sicuramente la cosa è dovuta al fatto che la cittadina è al servizio di una grande università (mi dicono che òa pur vicina Detroit è tutto un altro pianeta, molto peggio di qui), ma devo dire che non mi aspettavo di ambientarmi in così poco tempo. All'inizio fatichi un pochino a comprendere il loro sistema generale, perchè sembra tutto troppo facile, sarà che noi siamo abituati ad essere sospettosi (e avremo anche i nostri buoni motivi), ma vi faccio l'esempio del nuovo conto bancario per farvi capire.
Vado in questa banca x e non la y, perchè la x dovrebbe avere il bancomat collegato alla tessera dell'università (che ho ricevuto 5 minuti dopo essere entrato, assieme alle chiavi e all'accesso ad internet - a Benevento non ho niente che attesti che sono studente, ho rubato le chiavi alla segretaria per farne un doppione e per quanto riguarda internet.... ) ma soprattutto perchè c'era in omaggio una fantastica maglietta con la scritta Michigan. Ecco qui c'è un merchandising della roba dell'università che fa paura, a Napoli sfottevo quelli con la maglietta F-II, qui mi sono comprato pure le ciabatte del Michigan... vabbè dicevo vado in banca, da perfetto straniero e la tizia mi dice gentilmente "digiti il suo codice segreto"...
E io le chiedo "e come? non lo conosco nemmeno!" e lei mi spiega che posso sceglierlo io il mio f...ing codice segreto, non devo aspettare giorni in trepidazione che mi arrivi per posta. Poi mi danno direttamente la carta di credito (una debit card visa), linkano la mia tessera dell'univ. al conto e visto che avevo depositato 100$ me ne danno altri 50$ come promozione.
Il f...ing bancomat internazionale che mi hanno rifilato in Italia, non solo l'ho pagato 40 EURI, (sì con la I vabbè!?) ma non funziona nemmeno! Unto! (sì bravo apri il vocabolario di greco antico, così capisci).
Ho una vecchia cucina con quattro spirali resistive che si riscaldano con l'elettricità.
Da noi le vedremmo come un ferrovecchio, non ha neanche la fiamma. Embè come funziona bene sta cucina, raramente ne ho viste. La potenza e la modularità del controllo ti fanno fare una frittura.. mmm che schquisitezza! Nei supermercati trovi pressapoco le stesse cose, devi soltanto sapere magari come possono averlo tradotto oppure dove possono averlo messo, e la qualità media dei prodotti è davvero più alta, anche se forse il costo è leggermente superiore.
Difficoltà? Certo... provate a capire quando ordinate un sandwitch e la prima cosa che ti chiedono è se vuoi il pane bianco oppure no. Adesso che SO cosa mi stanno domandando, almeno so cosa dovrei rispondere, ma vi assicuro che mi sono dovuto far scrivere "screamed milk" al bancone del caffè, perchè la pronuncia della tizia era di un altro pianeta. Praticamente danno per scontato che tu già sappia cosa ti hanno domandato e quindi vogliono semplicemente sapere cosa preferisci. Ma sono gentili e non si preoccupano di ripeterlo anche molte volte.
Gli autobus passano e si fermano. E se li rincorri se ne accorgono e ti aspettano. Anche se poi scendi alla fermata dopo, non battono ciglio (eh f...ing R2, mi hai sentito?). Il venerdì sera ci scassiamo abbastanza, tanto che la mia tattica è cominciare a ripetere l'indirizzo di casa a chiunque, magari poi qualcuno alla fine della serata se lo ricorderà, perchè io.... Però incredibile a dirsi, l'autobus dell'università passa fino alle 2 di notte, oppure mal che vada c'è il taxi da 5$ che ti riporta a casa.
Qui nessuno parla di Obama nei bar, e nessuno pensa che McCain sia uno sfigato perchè alla fine ha perso. Non è che lati negativi non ne abbiano, hanno le loro paranoie, i loro modi di fare un "tantinello" impacciati quando non hanno confidenza con chi gli sta di fronte, non esattamente il carattere espansivo tipicamente nostrano, ma quando poi li conosci sono brave persone. E alla fine, chiamatemi pure filoamericano, nella somma di pregi e difetti forse loro ci superano di una misura.
Peranto mio caro Mario (no papà non ce l'ho con te), asciugati pure le costose lacrime e fai come me. Quando ti chiedono che pane vuoi per il sandwitch, lascia stare il pane nero, che è pure amaro. Scegli il bianco coi semini di miglio, che è veramente la fine del mondo.
Veniamo a noi. Oddio, ho detto "a noi", 'mmazza coi tempi che corrono, sono proprio senza pudore.
Insomma, la mia impressione positiva si è consolidata nel primo mese di permanenza. Le cose qui funzionano bene, il posto è tranquillo ma ci si diverte senza problemi, anzi a dire la verità qui di problemi non ne ho trovato affatto. Sicuramente la cosa è dovuta al fatto che la cittadina è al servizio di una grande università (mi dicono che òa pur vicina Detroit è tutto un altro pianeta, molto peggio di qui), ma devo dire che non mi aspettavo di ambientarmi in così poco tempo. All'inizio fatichi un pochino a comprendere il loro sistema generale, perchè sembra tutto troppo facile, sarà che noi siamo abituati ad essere sospettosi (e avremo anche i nostri buoni motivi), ma vi faccio l'esempio del nuovo conto bancario per farvi capire.
Vado in questa banca x e non la y, perchè la x dovrebbe avere il bancomat collegato alla tessera dell'università (che ho ricevuto 5 minuti dopo essere entrato, assieme alle chiavi e all'accesso ad internet - a Benevento non ho niente che attesti che sono studente, ho rubato le chiavi alla segretaria per farne un doppione e per quanto riguarda internet.... ) ma soprattutto perchè c'era in omaggio una fantastica maglietta con la scritta Michigan. Ecco qui c'è un merchandising della roba dell'università che fa paura, a Napoli sfottevo quelli con la maglietta F-II, qui mi sono comprato pure le ciabatte del Michigan... vabbè dicevo vado in banca, da perfetto straniero e la tizia mi dice gentilmente "digiti il suo codice segreto"...
E io le chiedo "e come? non lo conosco nemmeno!" e lei mi spiega che posso sceglierlo io il mio f...ing codice segreto, non devo aspettare giorni in trepidazione che mi arrivi per posta. Poi mi danno direttamente la carta di credito (una debit card visa), linkano la mia tessera dell'univ. al conto e visto che avevo depositato 100$ me ne danno altri 50$ come promozione.
Il f...ing bancomat internazionale che mi hanno rifilato in Italia, non solo l'ho pagato 40 EURI, (sì con la I vabbè!?) ma non funziona nemmeno! Unto! (sì bravo apri il vocabolario di greco antico, così capisci).
Ho una vecchia cucina con quattro spirali resistive che si riscaldano con l'elettricità.
Da noi le vedremmo come un ferrovecchio, non ha neanche la fiamma. Embè come funziona bene sta cucina, raramente ne ho viste. La potenza e la modularità del controllo ti fanno fare una frittura.. mmm che schquisitezza! Nei supermercati trovi pressapoco le stesse cose, devi soltanto sapere magari come possono averlo tradotto oppure dove possono averlo messo, e la qualità media dei prodotti è davvero più alta, anche se forse il costo è leggermente superiore.
Difficoltà? Certo... provate a capire quando ordinate un sandwitch e la prima cosa che ti chiedono è se vuoi il pane bianco oppure no. Adesso che SO cosa mi stanno domandando, almeno so cosa dovrei rispondere, ma vi assicuro che mi sono dovuto far scrivere "screamed milk" al bancone del caffè, perchè la pronuncia della tizia era di un altro pianeta. Praticamente danno per scontato che tu già sappia cosa ti hanno domandato e quindi vogliono semplicemente sapere cosa preferisci. Ma sono gentili e non si preoccupano di ripeterlo anche molte volte.
Gli autobus passano e si fermano. E se li rincorri se ne accorgono e ti aspettano. Anche se poi scendi alla fermata dopo, non battono ciglio (eh f...ing R2, mi hai sentito?). Il venerdì sera ci scassiamo abbastanza, tanto che la mia tattica è cominciare a ripetere l'indirizzo di casa a chiunque, magari poi qualcuno alla fine della serata se lo ricorderà, perchè io.... Però incredibile a dirsi, l'autobus dell'università passa fino alle 2 di notte, oppure mal che vada c'è il taxi da 5$ che ti riporta a casa.
Qui nessuno parla di Obama nei bar, e nessuno pensa che McCain sia uno sfigato perchè alla fine ha perso. Non è che lati negativi non ne abbiano, hanno le loro paranoie, i loro modi di fare un "tantinello" impacciati quando non hanno confidenza con chi gli sta di fronte, non esattamente il carattere espansivo tipicamente nostrano, ma quando poi li conosci sono brave persone. E alla fine, chiamatemi pure filoamericano, nella somma di pregi e difetti forse loro ci superano di una misura.
Peranto mio caro Mario (no papà non ce l'ho con te), asciugati pure le costose lacrime e fai come me. Quando ti chiedono che pane vuoi per il sandwitch, lascia stare il pane nero, che è pure amaro. Scegli il bianco coi semini di miglio, che è veramente la fine del mondo.
giovedì 23 aprile 2009
mercoledì 22 aprile 2009
A chi interessasse...
Da lunedì potete raggiungermi qui
Esattamente la casa nell'angolo tra Huron St. e Thayer St.
L'indirizzo è 801 E.Huron St, Apt #4, Ann Arbor (MI) 48104 USA.
Portate una birra!
Esattamente la casa nell'angolo tra Huron St. e Thayer St.
L'indirizzo è 801 E.Huron St, Apt #4, Ann Arbor (MI) 48104 USA.
Portate una birra!
domenica 19 aprile 2009
Mi chiedo...
Leggevo questo articolo e mi dicevo che se mi fossi trovato io sul posto, probabilmente il bastone invece di gettarlo via, lo avrei utilizzato "differentemente"...
Ma poi mi sono fermato a riflettere sul fatto che la cosa potrebbe capitare anche a me, a parti invertite, visto che qui io sono lo straniero. A dire la verità, io di americani (e magari di americani del Michigan) ne ho visti davvero pochi, qui c'è gente da ogni parte del mondo. I miei colleghi di laboratorio sono asiatici, la mia prof è greca, la padrona di casa viene dalla California... Mi sembra difficile, qui il clima è completamente diverso e c'è la netta sensazione che verrai giudicato solo per quello che fai e non per il posto da cui provieni.
Forse è semplicemente un'incapacità manifesta di accettare il diverso. Forse si tratta semplicemente di un residuo di idioti che fortunatamente prima o poi morirà.
Speriamo senza ricambio.
Ma poi mi sono fermato a riflettere sul fatto che la cosa potrebbe capitare anche a me, a parti invertite, visto che qui io sono lo straniero. A dire la verità, io di americani (e magari di americani del Michigan) ne ho visti davvero pochi, qui c'è gente da ogni parte del mondo. I miei colleghi di laboratorio sono asiatici, la mia prof è greca, la padrona di casa viene dalla California... Mi sembra difficile, qui il clima è completamente diverso e c'è la netta sensazione che verrai giudicato solo per quello che fai e non per il posto da cui provieni.
Forse è semplicemente un'incapacità manifesta di accettare il diverso. Forse si tratta semplicemente di un residuo di idioti che fortunatamente prima o poi morirà.
Speriamo senza ricambio.
Signor Toriyama,
non le sono bastati tutti i soldi che aveva accumulato "dovendo" continuare a lavorare su un certo manga di nostra conoscenza? Quanti gliene hanno offerti per tacere su questo scempio?
Signor Marsters, lei certamente saprà che tutto il buon lavoro fatto nei panni di un simpatico vampiro (ma anche di un certo strizzacervelli alieno), è stato vanificato da una delle peggiori trasposizioni della storia del cinema?
E signor Chow, signor Chow...
Vabbè fare il pirata, ma almeno quella è la Disney... è roba per bambini. Questo film invece è per psicopatici socialmente inadattati e sussualmente inadempienti.
Signor Marsters, lei certamente saprà che tutto il buon lavoro fatto nei panni di un simpatico vampiro (ma anche di un certo strizzacervelli alieno), è stato vanificato da una delle peggiori trasposizioni della storia del cinema?
E signor Chow, signor Chow...
Vabbè fare il pirata, ma almeno quella è la Disney... è roba per bambini. Questo film invece è per psicopatici socialmente inadattati e sussualmente inadempienti.
giovedì 16 aprile 2009
Welcome in America
Si è fatto abbastanza tardi oggi.
La sveglia è suonata alle 6:30 di mattina, e spero di essere riuscito a svignarmela silenziosamente senza svegliare la padrona di casa che dormiva. Il padrone russava sonoramente quindi non temo di averlo svegliato. Speriamo solo che abbia avuto una giornata migliore di quella che mi ha raccontato ieri.
Il mio viaggio negli States inizia con la perdita di un treno, visto che il tram che doveva portarmi a Termini ha fatto un pochino di ritardo. Fortunatamente nell'aeroporto non c'era nessuno al check-in e quindi mi sono spicciato presto. Arrivo a Francoforte con abbastanza ritardo (diciamo che il pilota se l'è presa comoda e volava col braccio fuori dal finestrino) e noto che ho appena 20 secondi per fare il boarding del volo coincidenza. Un'occhiata al biglietto per vedere che gate prendere nell'hub tedesco, A65 dice il tagliando. Bene, fammi un pò vedere... il 65 è l'ultimo dei gates. Fatto tutto l'hub di corsa arrivo trafelato e sudato dall'altra parte, mi butto a volo nel transit, e salgo a bordo di questo enorme Boing A330. Mi dico subito wow che cosa bella che è st'aereo, giusto in tempo per scoprire che quella era la prima classe, mentre io stavo in economica. Non malissimo ma il confronto è stato in perdita totale. Viaggio di sole 9 ore (stavolta il pilota correva come un pazzo, doveva mettercene 10) tre film visti (non ve ne consiglio nessuno tra Twilight, Bolt e Inkhearth) mezzo libro sfogliato e finalmente si atterra in USA. Incredibilmente sono pure il primo a recuperare le valigie e a uscire dalla zona immigranti. Esco fuori dall'aeroporto e francamente non trovo questi chiari e inconfutabili segnali di come si raggiunga Ann Arbor con i mezzi pubblici. Alla fine riesco a salire su di un autobus e parto. Il tizio mi fa (nel bel mezzo dell'apparente nulla) "Ann Arbor, please take off..." e io mi dico "bene, ma dove c...o stiamo?" qua vedo solo alberi e una strada deserta...
Ebbene dovete sapere che questo posto incredibilmente ha le strade circondate a destra e sinistra dal verde, e poi dietro il verde stanno nascoste le case. Praticamente l'opposto che da noi. A questo punto mi violento e prendo un taxi, crepi l'avarizia, tanto alla fine che devo fare, manco si vede lontanamente un autobus, nè tantomeno saprei prenderlo per andare chissà dove e ho due valigie molto pesanti.
Arrivo al Microhotel, e qui cominciano le sorprese. La stanza che pago 60 dollari (circa 50 euro) ha due letti matrimoniali e un bagno enorme tutto per me. COn una bellissima moquette, condizionatore, tv via cavo e wifi dappertutto. Esagerato.
Esco dopo una doccia e qualche lettura di mail e con una cartina in mano mi avventuro in giro. Un tizio mi si avvicina e mi fa "are you all by your self?" e io mi dico "ummarò e mò questo che vuole?", e quello incalza "dai vieni a magiare con noi ti diamo un passaggio".
Ebbene sono andato a mangiare con tre perfetti sconosciuti, due uomini dell'Alabama e una signora di mezza età del Michigan, in una bisteccheria, e abbiamo fatto una bella caciara, da dove vieni, che studi, bla bla bla. Erano tutti contenti per via del fatto che fosse il mio primo giorno in America. E finalmente sono stato contento anche io. Sono riuscito alla fine a distrarmi e vedermene bene.
E alla fine, al momento di pagare la cena, scopro che avevano pure già pagato anche per me, e quando ho detto che non sapevo come ringraziarli mi hanno risposto "welcome in America" con un grande sorriso.
Grazie a Ted, Rob e Cynthia, per avermi fatto sentire a casa come soltanto nei film sembra possa accadere.
Cara America, abbiamo cominciato davvero bene. Welcome you too.
La sveglia è suonata alle 6:30 di mattina, e spero di essere riuscito a svignarmela silenziosamente senza svegliare la padrona di casa che dormiva. Il padrone russava sonoramente quindi non temo di averlo svegliato. Speriamo solo che abbia avuto una giornata migliore di quella che mi ha raccontato ieri.
Il mio viaggio negli States inizia con la perdita di un treno, visto che il tram che doveva portarmi a Termini ha fatto un pochino di ritardo. Fortunatamente nell'aeroporto non c'era nessuno al check-in e quindi mi sono spicciato presto. Arrivo a Francoforte con abbastanza ritardo (diciamo che il pilota se l'è presa comoda e volava col braccio fuori dal finestrino) e noto che ho appena 20 secondi per fare il boarding del volo coincidenza. Un'occhiata al biglietto per vedere che gate prendere nell'hub tedesco, A65 dice il tagliando. Bene, fammi un pò vedere... il 65 è l'ultimo dei gates. Fatto tutto l'hub di corsa arrivo trafelato e sudato dall'altra parte, mi butto a volo nel transit, e salgo a bordo di questo enorme Boing A330. Mi dico subito wow che cosa bella che è st'aereo, giusto in tempo per scoprire che quella era la prima classe, mentre io stavo in economica. Non malissimo ma il confronto è stato in perdita totale. Viaggio di sole 9 ore (stavolta il pilota correva come un pazzo, doveva mettercene 10) tre film visti (non ve ne consiglio nessuno tra Twilight, Bolt e Inkhearth) mezzo libro sfogliato e finalmente si atterra in USA. Incredibilmente sono pure il primo a recuperare le valigie e a uscire dalla zona immigranti. Esco fuori dall'aeroporto e francamente non trovo questi chiari e inconfutabili segnali di come si raggiunga Ann Arbor con i mezzi pubblici. Alla fine riesco a salire su di un autobus e parto. Il tizio mi fa (nel bel mezzo dell'apparente nulla) "Ann Arbor, please take off..." e io mi dico "bene, ma dove c...o stiamo?" qua vedo solo alberi e una strada deserta...
Ebbene dovete sapere che questo posto incredibilmente ha le strade circondate a destra e sinistra dal verde, e poi dietro il verde stanno nascoste le case. Praticamente l'opposto che da noi. A questo punto mi violento e prendo un taxi, crepi l'avarizia, tanto alla fine che devo fare, manco si vede lontanamente un autobus, nè tantomeno saprei prenderlo per andare chissà dove e ho due valigie molto pesanti.
Arrivo al Microhotel, e qui cominciano le sorprese. La stanza che pago 60 dollari (circa 50 euro) ha due letti matrimoniali e un bagno enorme tutto per me. COn una bellissima moquette, condizionatore, tv via cavo e wifi dappertutto. Esagerato.
Esco dopo una doccia e qualche lettura di mail e con una cartina in mano mi avventuro in giro. Un tizio mi si avvicina e mi fa "are you all by your self?" e io mi dico "ummarò e mò questo che vuole?", e quello incalza "dai vieni a magiare con noi ti diamo un passaggio".
Ebbene sono andato a mangiare con tre perfetti sconosciuti, due uomini dell'Alabama e una signora di mezza età del Michigan, in una bisteccheria, e abbiamo fatto una bella caciara, da dove vieni, che studi, bla bla bla. Erano tutti contenti per via del fatto che fosse il mio primo giorno in America. E finalmente sono stato contento anche io. Sono riuscito alla fine a distrarmi e vedermene bene.
E alla fine, al momento di pagare la cena, scopro che avevano pure già pagato anche per me, e quando ho detto che non sapevo come ringraziarli mi hanno risposto "welcome in America" con un grande sorriso.
Grazie a Ted, Rob e Cynthia, per avermi fatto sentire a casa come soltanto nei film sembra possa accadere.
Cara America, abbiamo cominciato davvero bene. Welcome you too.
mercoledì 8 aprile 2009
A quelli che pensano...
che il signore ci abbia benedetti col terremoto...
Beh come mio solito non posso che augurargli un piccolo terremoto locale, con due o tre morti in famiglia, preferibilmente da scegliere tra quelli più piccoli, e ovviamente casa distrutta e disperazione da totale impotenza. E dopo vorrei pure sentirli ringraziare, visto che in questa maniera stanno gioiendo della resurrezione.
E includo nella lista pure gli sciacalli accorsi da tutta Italia (ma come si fa ancora ad avere queste forme inferiori di vita nel nostro paese), quelli del Tg1 che si vantavano degli ascolti record e tutta la truppaglia che pensa di risolvere il problema comodamente seduta sul salotto del vespone di turno.
Beh come mio solito non posso che augurargli un piccolo terremoto locale, con due o tre morti in famiglia, preferibilmente da scegliere tra quelli più piccoli, e ovviamente casa distrutta e disperazione da totale impotenza. E dopo vorrei pure sentirli ringraziare, visto che in questa maniera stanno gioiendo della resurrezione.
E includo nella lista pure gli sciacalli accorsi da tutta Italia (ma come si fa ancora ad avere queste forme inferiori di vita nel nostro paese), quelli del Tg1 che si vantavano degli ascolti record e tutta la truppaglia che pensa di risolvere il problema comodamente seduta sul salotto del vespone di turno.
martedì 24 marzo 2009
Avere qualche problemuccio...
Credo siano sorte delle leggere incomprensioni tra me e il bagno. In particolare col sapone, nelle sue varie forme.
Tutto è iniziato qualche giorno fa: stavo per lavarmi i denti, e invece di mettere il dentifricio sullo spazzolino, ho guardato il dosatore del sapone per le mani e...
Meno male che me ne sono accorto in tempo! Ma questo è niente a conftonto a quando sotto la doccia mi sono messo il bagnoschiuma nelle mani. Ha iniziato a scivolarmi lungo il polso, e visto che sembrava una crema alla nocciola, mi è venuto istintivo di dargli una bella leccata...
Lasciamo perdere che è meglio!
Tutto è iniziato qualche giorno fa: stavo per lavarmi i denti, e invece di mettere il dentifricio sullo spazzolino, ho guardato il dosatore del sapone per le mani e...
Meno male che me ne sono accorto in tempo! Ma questo è niente a conftonto a quando sotto la doccia mi sono messo il bagnoschiuma nelle mani. Ha iniziato a scivolarmi lungo il polso, e visto che sembrava una crema alla nocciola, mi è venuto istintivo di dargli una bella leccata...
Lasciamo perdere che è meglio!
martedì 3 marzo 2009
giovedì 26 febbraio 2009
Una buona descrizione...
...di questi giorni sotto scadenza potrebbe essere:
[...]E s'è rotta 'a sajettera
'A gente scrive 'e nummarielle
Ma qua' nummere e 'a culonna
Ce vo' l'aiuto d'à Maronna
Chi ce 'o dice a S. Gennaro
Ma 'a fernimmo cu' 'sta storia
Ccà scarzeano 'e denare e s'adda campà' [...]
a patto di sostituire "saittera" con "batteria".
E ovviamente è anche uno dei VERI pezzi di Pino.
Una canzone del genere adesso, sarebbe tristemente retorica... ma venti anni cos'era? preveggenza?
[...]E s'è rotta 'a sajettera
'A gente scrive 'e nummarielle
Ma qua' nummere e 'a culonna
Ce vo' l'aiuto d'à Maronna
Chi ce 'o dice a S. Gennaro
Ma 'a fernimmo cu' 'sta storia
Ccà scarzeano 'e denare e s'adda campà' [...]
a patto di sostituire "saittera" con "batteria".
E ovviamente è anche uno dei VERI pezzi di Pino.
Una canzone del genere adesso, sarebbe tristemente retorica... ma venti anni cos'era? preveggenza?
mercoledì 18 febbraio 2009
Domenica con delitto a Milano
Racconto di una domenica diversa a Milano.
Defezioni (numerose e purtroppo spiacevoli) a parte, già il fatto di essere iuscito a mettere su una banda di 11 persone da Napoli per vedersi a Milano è una bella soddisfazione. Partecipare poi ad un evento con delitto (quelli per intenderci dove una compagnia di attori recita un giallo e si è chiamati a risolverlo mentre si mangia) insieme con cari vecchi amici e fare ovviamente burdell' da bravi partenopei è una grande soddisfazione!
Il romanzo da cui era tratta la trama del giallo è "Istantanea di un delitto" della intramontabile Agatha, anche se qualche dettaglio lasciava un tantino a desiderare (quasi impossibile capire la connessione tra la vittima sul treno e la prima moglie del medico che poi risultava essere anche la ballerina scomparsa), soprattutto nella logica fine sui vari dettagli.
Pregio e difetto assieme, sicuramente la scelta di affidare allo stesso pubblico il compito di recitare le varie scene del romanzo, sotto la guida dell'organizzatrice. Mentre alcune delle interpretazioni lasciava molto a desiderare, sia per la qualità della presenza scenica, sia per la bassissima voce, rimarrà per sempre indelebile il ricordo di un mitico Roberto che preso dall'entusiasmo improvvisava con grande vis oratoria, riuscendo a mio parere a dare la migliore prestazione tra tutti quelli passati sul palco (me compreso! :).
Alla fine siamo risultati la squadra che più di tutte non aveva capito niente (o per meglio dire forse qualcosa lo avevamo capito, ma quando sono stato chiamato di fretta e furia sul palco per dare la nostra versione, non mi ricordavo neanche come mi chiamavo più....), ma sicuramente quella che si è più divertita e che ha fatto divertire, visto che ovviamente da bravi partenopei abbiamo rapidamente completato il famoso album di figurine....
Alla fine ci è uscita anche una lunga camminata intimistica per Milano, alla scoperta delle famose colonne di San Lorenzo (grazie Alessia per la guida encomiabile) e del castello sforzesco (grazie a Lorenzo per il gelato), in cui ho potuto rifare il punto della situazione con due amici che non vedevo da tanto tempo.
Bene, da rifare, magari anche con altri che non sono potuti venire.
Defezioni (numerose e purtroppo spiacevoli) a parte, già il fatto di essere iuscito a mettere su una banda di 11 persone da Napoli per vedersi a Milano è una bella soddisfazione. Partecipare poi ad un evento con delitto (quelli per intenderci dove una compagnia di attori recita un giallo e si è chiamati a risolverlo mentre si mangia) insieme con cari vecchi amici e fare ovviamente burdell' da bravi partenopei è una grande soddisfazione!
Il romanzo da cui era tratta la trama del giallo è "Istantanea di un delitto" della intramontabile Agatha, anche se qualche dettaglio lasciava un tantino a desiderare (quasi impossibile capire la connessione tra la vittima sul treno e la prima moglie del medico che poi risultava essere anche la ballerina scomparsa), soprattutto nella logica fine sui vari dettagli.
Pregio e difetto assieme, sicuramente la scelta di affidare allo stesso pubblico il compito di recitare le varie scene del romanzo, sotto la guida dell'organizzatrice. Mentre alcune delle interpretazioni lasciava molto a desiderare, sia per la qualità della presenza scenica, sia per la bassissima voce, rimarrà per sempre indelebile il ricordo di un mitico Roberto che preso dall'entusiasmo improvvisava con grande vis oratoria, riuscendo a mio parere a dare la migliore prestazione tra tutti quelli passati sul palco (me compreso! :).
Alla fine siamo risultati la squadra che più di tutte non aveva capito niente (o per meglio dire forse qualcosa lo avevamo capito, ma quando sono stato chiamato di fretta e furia sul palco per dare la nostra versione, non mi ricordavo neanche come mi chiamavo più....), ma sicuramente quella che si è più divertita e che ha fatto divertire, visto che ovviamente da bravi partenopei abbiamo rapidamente completato il famoso album di figurine....
Alla fine ci è uscita anche una lunga camminata intimistica per Milano, alla scoperta delle famose colonne di San Lorenzo (grazie Alessia per la guida encomiabile) e del castello sforzesco (grazie a Lorenzo per il gelato), in cui ho potuto rifare il punto della situazione con due amici che non vedevo da tanto tempo.
Bene, da rifare, magari anche con altri che non sono potuti venire.
lunedì 9 febbraio 2009
Un articolo a caso
Art. 91.
Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
giovedì 5 febbraio 2009
Tre buoni motivi
Ho trovato il modo di ricominciare a scrivere. Bene. Finalmente posso esprimermi di nuovo.
Tanto vale iniziare a malignare su qualcuno.
Google ha rilasciato Latitude, un nuovo servizio per Google Maps, che permette, una volta installatolo sul cellulare, di rendere social la vostra posizione, condividendola con i contatti autorizzati a farlo. Il retrieve della posizione si basa su qualunque informazione sia in possesso del cellulare, quindi sul gps interno, sulla rete wifi a cui è collegato e ovviamente anche sulla base della semplice cella GSM a cui si è collegati. Cambia solo la base di accuratezza. Se lo vuoi fare bene, sennò amici come prima.
Poi leggo questo articolo (http://www.pcworld.it/showPage.php?template=attualita&id=8364&sez=in&masterPage=art_sezione_x.htm) e mi viene da dire:
"1. E' un po' troppo amichevole
Google Latitude consente di limitare il dettaglio di informazioni sulla posizione che una data persona può vedere. Ma siamo onesti: se fate lo sforzo di intraprendere una relazione di condivisione della posizione con qualcuno, sarebbe poi strano non rivelargli altro che la città in vi trovate. E se improvvisamente spariste dalla mappa o limitaste improvvisamente le informazioni condivise, potreste destare qualche sospetto."
Ma perchè, forse sugli altri siti social condividi pure quanto ce l'hai lungo??? Oddio, io sono iscritto a un paio di siti... ma è un'altra storia. Questo srvizio fa lo share della semplice posizione. E poi che sarebbero i sospetti? Ma lo ha capito il tizio che se Gmaps non è attivo sul cellulare, tu non compari? E che faccio, secondo lui tengo accesa la conessione dati solo per non destare sospetti (ma che tengo come amici la CIA ?)
"2. Google sa già fin troppo su di noi
Abbiamo sentito parlare per anni di quanto Google sappia su di noi. Dai cooky, ai calendari, alle email, alle ricerche più strane, la grande G probabilmente vi conosce molto meglio di vostra madre. L'ultima cosa di cui si sente il bisogno è di fare sapere a Google anche dove siamo ogni secondo."
Ma perchè (e qua ci vorrebbe un bell'epiteto partenopeo...) forse che ogni volta che accedi a google anche solo per fare una ricerca, lui forse non capisce dall'indirizzo IP dove stai? Mica tiene bisogno di Latitude, lo sa già. E poi, tutti i siti porno che ti dicono che la maialona di turno è sempre guardacaso del paese tuo, che facciamo li chiudiamo? (spero di no, ma è sempre parte di quell'altra storia)
"3. Che fine faranno questi dati?
Attualmente, i dati di Latitude si fermano sui server di Google. Ma chi sa quale ente possa richiederli in un futuro più o meno lontano?"
Sicuramente gli alieni venuti da atlantide, ma non temete. Entro il 2012 saremo tutti morti come dicono i Maya, quindi che me ne fotte di che fine fanno questi dati (i quali rimandando al punto 2, sono già in possesso di google, che se volesse su Latitude ci potrebbe disegnare la mappa dei tuoi spostamenti). Anzi, visto che il 2012 è vicino, cerco di darmi da fare con quella tizia che guarda caso era del mio paese, quant'è piccolo il mondo... (ma è sempre quell'altra storia)
Insomma, io ce l'ho installato, perchè non esiste sito social su cui non sia presente. Se volete lo fate, sennò google non piangerà.
Tanto vale iniziare a malignare su qualcuno.
Google ha rilasciato Latitude, un nuovo servizio per Google Maps, che permette, una volta installatolo sul cellulare, di rendere social la vostra posizione, condividendola con i contatti autorizzati a farlo. Il retrieve della posizione si basa su qualunque informazione sia in possesso del cellulare, quindi sul gps interno, sulla rete wifi a cui è collegato e ovviamente anche sulla base della semplice cella GSM a cui si è collegati. Cambia solo la base di accuratezza. Se lo vuoi fare bene, sennò amici come prima.
Poi leggo questo articolo (http://www.pcworld.it/showPage.php?template=attualita&id=8364&sez=in&masterPage=art_sezione_x.htm) e mi viene da dire:
"1. E' un po' troppo amichevole
Google Latitude consente di limitare il dettaglio di informazioni sulla posizione che una data persona può vedere. Ma siamo onesti: se fate lo sforzo di intraprendere una relazione di condivisione della posizione con qualcuno, sarebbe poi strano non rivelargli altro che la città in vi trovate. E se improvvisamente spariste dalla mappa o limitaste improvvisamente le informazioni condivise, potreste destare qualche sospetto."
Ma perchè, forse sugli altri siti social condividi pure quanto ce l'hai lungo??? Oddio, io sono iscritto a un paio di siti... ma è un'altra storia. Questo srvizio fa lo share della semplice posizione. E poi che sarebbero i sospetti? Ma lo ha capito il tizio che se Gmaps non è attivo sul cellulare, tu non compari? E che faccio, secondo lui tengo accesa la conessione dati solo per non destare sospetti (ma che tengo come amici la CIA ?)
"2. Google sa già fin troppo su di noi
Abbiamo sentito parlare per anni di quanto Google sappia su di noi. Dai cooky, ai calendari, alle email, alle ricerche più strane, la grande G probabilmente vi conosce molto meglio di vostra madre. L'ultima cosa di cui si sente il bisogno è di fare sapere a Google anche dove siamo ogni secondo."
Ma perchè (e qua ci vorrebbe un bell'epiteto partenopeo...) forse che ogni volta che accedi a google anche solo per fare una ricerca, lui forse non capisce dall'indirizzo IP dove stai? Mica tiene bisogno di Latitude, lo sa già. E poi, tutti i siti porno che ti dicono che la maialona di turno è sempre guardacaso del paese tuo, che facciamo li chiudiamo? (spero di no, ma è sempre parte di quell'altra storia)
"3. Che fine faranno questi dati?
Attualmente, i dati di Latitude si fermano sui server di Google. Ma chi sa quale ente possa richiederli in un futuro più o meno lontano?"
Sicuramente gli alieni venuti da atlantide, ma non temete. Entro il 2012 saremo tutti morti come dicono i Maya, quindi che me ne fotte di che fine fanno questi dati (i quali rimandando al punto 2, sono già in possesso di google, che se volesse su Latitude ci potrebbe disegnare la mappa dei tuoi spostamenti). Anzi, visto che il 2012 è vicino, cerco di darmi da fare con quella tizia che guarda caso era del mio paese, quant'è piccolo il mondo... (ma è sempre quell'altra storia)
Insomma, io ce l'ho installato, perchè non esiste sito social su cui non sia presente. Se volete lo fate, sennò google non piangerà.
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martedì 3 febbraio 2009
La perdita di un amico
Le cose che crediamo immutabili spesso sono quelle che in realtà cambiano costantemente e anche molto in fretta, tanto che a volte fatichiamo a riconoscerne il nuovo aspetto che assumono e pensiamo che tutto sia accaduto in un istante.
Questa consapevolezza credo mi abbia portato ad essere sempre più impermeabile negli anni alle emozioni causate dallo scorrere della vita, quasi fossi l'autista di un bus, che non può preoccuparsi più di tanto di quanti passeggeri salgano o scendano dal mezzo, ma che deve pensare solo a guidare con attenzione, condividendo un pezzo del viaggio con chi è presente in quel momento.
Per cui, mio caro amico, la tua fermata è finalmente arrivata. Adesso potrai rincorrere tutti i gatti che ti passavano in sogno, senza gli acciacchi di una lunga vita passata assieme.
Buon viaggio, Yoshi.
Questa consapevolezza credo mi abbia portato ad essere sempre più impermeabile negli anni alle emozioni causate dallo scorrere della vita, quasi fossi l'autista di un bus, che non può preoccuparsi più di tanto di quanti passeggeri salgano o scendano dal mezzo, ma che deve pensare solo a guidare con attenzione, condividendo un pezzo del viaggio con chi è presente in quel momento.
Per cui, mio caro amico, la tua fermata è finalmente arrivata. Adesso potrai rincorrere tutti i gatti che ti passavano in sogno, senza gli acciacchi di una lunga vita passata assieme.
Buon viaggio, Yoshi.
domenica 16 novembre 2008
Domande...
Leggo con un sorriso che Antonio Cassano ha dichiarato di aver avuto 600-700 donne diverse.
Con Mastercard.
Una cara amica mi fa poi notare che non può essere vero, perchè difficilmente Cassano avrebbe saputo contare fino a 600.
Mi sa che ha ragione lei.
Con Mastercard.
Una cara amica mi fa poi notare che non può essere vero, perchè difficilmente Cassano avrebbe saputo contare fino a 600.
Mi sa che ha ragione lei.
mercoledì 5 novembre 2008
Scommettiamo che....
...tempo una settimana e Silvio diventerà amico sincero di Obama?
Due settimane e ci saranno rapporti cordiali di lunga data e pacche sulle spalle?
Tre settimane e ci dirà che Obama ha vinto grazie ai suoi preziosi consigli durante la campagna elettorale, magari aiutato da qualche telefonata fatta da Silvio in persona?
Chissà, magari se vinceva McCain forse ci voleva una settimana in meno...
domenica 2 novembre 2008
Ci sono cose che...
... mi danno sempre da pensare.
Ad esempio ieri cercavo di capire il motivo per cui ci ostiniamo a misurare in litri l'acqua, che ha volumi diversi a diverse temperature ma pesa sempre uguale.
Perchè se definiamo la vita un cerchio, poi ci preoccupiamo se c'è qualcosa che non quadra?
Perchè il sistema di blocco delle pubblicità di firefox funziona, ma poi le rimpiazza con immagini che sono ancora pubblicità?
Troppe domande?
Ad esempio ieri cercavo di capire il motivo per cui ci ostiniamo a misurare in litri l'acqua, che ha volumi diversi a diverse temperature ma pesa sempre uguale.
Perchè se definiamo la vita un cerchio, poi ci preoccupiamo se c'è qualcosa che non quadra?
Perchè il sistema di blocco delle pubblicità di firefox funziona, ma poi le rimpiazza con immagini che sono ancora pubblicità?
Troppe domande?
lunedì 27 ottobre 2008
Pensieri sparsi ancora...
Non posso fare a meno di notare che i vincitori del superenalotto hanno portato a casa praticamente la stessa cifra che il governo ha tagliato dalla spesa per la scuola...
Significherà qualcosa?
Significherà qualcosa?
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