giovedì 30 luglio 2009

Riflessioni sul cinema moderno

Mi stupisco sempre di più del fatto che 50 anni fa, con un pupazzo di gomma e dei modellini di plastica riuscivano a spaventare, divertire e dare anche una profonda morale a tutto, mentre adesso con milioni di effetti speciali, tutto quello che riescono a fare è campionare a caso il primo libro che vende due copie in più o peggio ancora rifare esattamente uguale un altro film che magari è ancora proiettato in sala. Ripenso alle parole del Fravecatore, quando vide il trailer di Transformers 2, e mi disse che ormai i film nuovi gli sembravano fatti ad uso e consumo degli adolescenti.

Mi viene da rispondergli adesso, che forse avrebbe dovuto abbassare ulteriormente il target. Che tristezza.

Guardatevi quindi questo spettacolo del 1954, a soli 9 anni da una certa bomba. Altro che i terroristi cavernicoli che "minacciano" il mondo.

domenica 19 luglio 2009

Goodbye

Goodbye Franco.

Have a nice trip, in the land where all will be friends.

mercoledì 15 luglio 2009

Scrivere...

A chi pensasse che sto scrivendo di meno, vorrei rispondere che ultimamente non faccio altro che questo. Ovvero scrivere.

Articoli, presentazioni, proposal universitarie, anche il mio famoso libro che piano piano sta venendo fuori. Forse sarà per questo che quando vedo un form bianco e il cursore che lampeggia mi prendono le crisi di panico.

La parte più divertente vene di sera, quando verso le undici, magari anche mezzanotte, mi dico che devo scrivere un'altra pagina del libro. Ero partito bene, tre, quattro pagine al giorno.

Adesso sono sulla parola, parola e mezzo a settimana, ma non sono uno che desiste tanto facilmente. Per il resto che dire, mi sento un tantinello egoista perchè qui me la passo bene, mentre magari altre persone a me care hanno dei problemi. Credo che questo, il non poter essere vicino a chi magari potrebbe aver bisogno di un piccolo aiuto, sia davvero l'unica cosa che mi faccia sentire nostalgia di questo strano paese, che a guardarlo da lontano sembra sempre di più un'isola infelice, dove un branco di scimmie idrofobe ha preso in ostaggio la "maggioranza" delle persone normali.

O forse mi sbaglio, e le persone normali sono poche, e sono proprio quelle che hanno capito che la maggioranza è composta da quello stesso branco di scimmie di cui sopra. Spero solo che col tempo, la mia anagrafe mi dia qualche soddisfazione.

giovedì 25 giugno 2009

Masochismi informatici

Tradotto letteralmente :

“Confermiamo che Outlook 2010 farà uso di Word 2010 per comporre e visualizzare messaggi di posta elettronica, come faceva già Outlook 2007. Abbiamo deciso di continuare a usare Word per comporre email perché crediamo sia il modo migliore di scriverle, con strumenti potenti di cui i nostri utenti Word hanno goduto per 25 anni”.

Ora, se questi pensano che la gente se la stia godendo con il Word da 25 anni, non oso immaginare la loro concezione di frusta e manette.

venerdì 19 giugno 2009

Sottili differenze

Caso A)

Un pazzoide analfabeta decide, dopo aver lavato le camicie bianche insieme alle sue mutande, che il risultante color kaki è ottimo per farne una divisa dalle "vaghe" rassomiglianze tardofasciste.
A chi gli chiede se l'aquila romana non assomigli un pò troppo ad altre infauste aquile, costui ricorda, argomentando con la stessa eleganza che avevo io all'asilo, che la sua aquila ha una penna in meno e lo sguardo più incazzato. Quindi nessun problema.

Frase da notiziario correlata - Torniamo ad occuparci di sicurezza (ed evitiamo di far incazzare di più la suddetta aquila).

La folla tace.

Caso B)

Un lucido pensatore liberale capisce, dopo aver pagato mille euro una trombata, di essere vittima di un complotto ai suoi danni e immediatamente dà istruzioni al suo avvocato di fiducia su come agire prontamente. L'avvocato riesce con la sua dialettica sagace a riavere indietro gran parte dei soldi, ma dichiara che il suo cliente, in quanto utilizzatore finale non è perseguibile per la mancata emissione dello scontrino fiscale da parte della donna.

Frase da notiziario correlata - Torniamo ad occuparci di politica (e la prossima volta portatemi da una zoccola meno cara)

La folla tace.

Trovare le 10 differenze.

mercoledì 10 giugno 2009

Ne voglio una!


Ne voglio una!
Originally uploaded by pigliapost
Prima di tornare ne voglio una. E non lo dico perchè sono diventato filo-americano, ma perchè mi è sempre piaciuta come colori e come disegno.




E comunque:
" E l'America è arrivata
Nce ha purtato tanti cose
So' tant'anne e tanta storia
E nun se ne và
S'è pigliato 'e meglio posti'e chesta città
Mentre nuje jettammo 'o sang'
Dinto 'e quartieri 'a Sanità "

martedì 9 giugno 2009

Approcci differenti

Versione classica del paradosso di Martin Gardner:

Un tale fu condannato dal giudice. In considerazione dell'efferatezza dei delitti commessi il giudice proclamò una singolare sentenza:
"... il colpevole sarà impiccato un giorno della prossima settimana, ma egli non dovrà sapere quale sarà il giorno dell'esecuzione, che dovrà arrivargli completamente inaspettata!"

Il condannato non fu per nulla turbato dalla sentenza perché dopo un breve ragionamento concluse:
"Allora non mi impiccheranno mai! Dato che la mia sentenza deve essere eseguita entro la settimana, l'esecuzione non potrà essere sabato poiché venerdì lo capirei, e non potrà essere venerdì perché giovedì lo saprei e non sarebbe inaspettato per me; così a ritroso per lo stesso motivo non potrà essere nessuno dei giorni precedenti. Per questo motivo non mi giustizieranno mai, in quanto l'impiccagione non sarebbe inaspettata."

Il giorno seguente il condannato venne impiccato. La sentenza del giudice si avverò, a dispetto della convinzione del condannato, in quanto questa gli arrivò appunto in un giorno inaspettato.

Approccio Spazzneggher al finale:

"[...]Per questo motivo non mi giustizieranno mai..."

Il giudice Arnold estrasse il suo fucile a pompa dalla base del banco della giuria e mirò diritto alla testa dell'imputato. Il colpo non riuscì a cancellare l'espressione di inaspettata sorpresa dalla faccia del condannato, nè sembrarono farlo le parole del giudice, dette lasciando la sala:

"Hasta la vista, amigo!"

Segue esplosione del tribunale in slow motion.

lunedì 8 giugno 2009

Fine settimana artistico

Quando siamo particolarmente grati a qualcuno, di solito diciamo "non ho parole per ringraziarti".

Fortunatamente non è questo il caso, e non perchè non sia grato a Piero e Jamie, ma semplicemente due parole per ringraziare di un magnifico fine settimana le so scrivere.

Quindi grazie per il giro a Detroit, sul river side e il pranzo all'HRC (col senno di poi, me la dovevo fregare la chitarra, stava lì apposta per me!).
Grazie per il bellissimo tour al DIA (inclusa la disputa modern-art/tavolo da pingpong :).
Lassamm' sta' la mostra delle vespe, ma sarai d'accordo con me!
Come avevo fatto finora a non aver visto mai "La dolce vita" non lo so, ma grazie di aver risolto il problema.
I waffle definitivamente vogliono la nutella, ma almeno adesso ho provato il maple syrup. Non male, ma vuò metter' a nutell'?
Grazie per la commistione di linguaggi, che non si capiva chi era lo straniero e chi no (thank you, now i know how to spell "about" in canadian english).

E soprattutto grazie per le risate fatte in compagnia. La prossima volta porterò i dvd della trilogia di Star Wars (ovviamente versione estesa, estesissima), così ce li vediamo TUTTI E TRE!

Voglio proprio vedere se mi aprono ancora la porta!

sabato 6 giugno 2009

Facciamo una colletta

Da una nota di agenzia:

Per intrattenere gli ospiti
, spiega il premier, "spendo decine di migliaia di euro di tasca mia. Cifre anche superiori ai 100mila euro. Per questo e' importante che il presidente del Consiglio sia un tycoon e non un politico politicante".

Perciò dico, facciamo una bella colletta e restituiamo i soldi a Silvio. Così magari la smette di romperci i coglioni e siamo tutti più contenti. Magari pure lui è più contento.

Anche se in un paese normale è lo stato che paga. Non uno che ha i soldi e si spaccia per tycoon.

Ma ve lo immaginate il preside di una scuola che dice ai genitori "in questa scuola le maestre possono girare col culo di fuori perchè i soldi ce li metto io e non le vostre tasse"

Cosa starà pensando la povera Carla Bruni del suo servizio da the in porcellana; sarà abbastanza costoso per reggere il confronto col nano? No perchè, sai come si dice, quello gli ha passato il governo...

Meno male che in francia gli ospiti li ricevono all'eliseo, e non nella vasca da bagno.

Povera Italia...


martedì 2 giugno 2009

Sòssoddisfazioni

Riuscire a ridere e scherzare con gli amici americani (senza l'ausilio del gassoso nettare ambrato) è sicuramente una soddisfazione.

Ma riuscire a spiegargli la scena della partita Italia-Inghilterra di Fantozzi...



" Parata miracolosa del portiere inglese. Rimessa dal fondo. Palla controllata da Benetti che lancia Pulici sulla sinistra. Scatto formidabile e cannonata di Pulici che sfiora il palo! La palla è ora controllata a tre quarti di campo da Bellugi. Da Bellugi a Capello in funzione di ala destra. Saltato il mediano inglese McKinley che cerca di morderlo al limite dell'area. Tiro, nuca del terzino inglese, tibia di Capello. Nuca ancora. Mischia paurosa! Naso! Nuca! Tibia! Nuca! Orecchio! Entra Pulici, fuori di un soffio! Scusate l'emozione, amici che state comodamante seduti davanti ai teleschermi, nessuno escluso, ma sono 170 anni che non vedevo una partenza così folgorante degli azzurri!

La palla è ora a Tardelli, scatto di Tardelli. A Savoldi, tiro, nuca di McKinley, tibia di Savoldi, naso di Antognoni.

Nuca del portiere inglese, naso di McKinley, tibia di Benetti, nuca, naso..."
[...]
"Tiro pauroso, Palo!"
"Scusi? Chi ha fatto palo?"
"Colpito da McKinley!"

lunedì 1 giugno 2009

settantacinquepercento

Oggi mi sento diverso. E ho capito.

Io faccio parte del popolo. Quindi ho capito.

Ho capito che è tutta una messinscena, ho capito che non sto morendo di fame come il resto del paese, che i rifiuti accatastati sul marciapiede non sono più in mezzo alla strada come prima, che posso toccare il culo alle ragazzine fuori scuola perchè adesso non sono più un pedofilo ma anzi è cambiato il costume. E già che ci sono me lo metto pure io il costume e vado in vacanza al mare in abruzzo, chissà se quest'anno troverò posto, ho sentito che ci sono molte persone che pur di prendersi una vacanza dormono in tenda sulla spiaggia, pensa te che boom economico per i gelatai.

E ho capito che qualunque cosa succeda, basta dire che non è vero perchè non lo sia, basta che mi dicano che io la penso diversamente perchè io cambi idea, mi basta che dicano che è tutto risolto e mi sentirò in pace con me stesso.

Ricordo con nostalgia le vecchie storie di Topolino, il sindaco che si preoccupava di risolvere i problemi perchè era sempre a caccia di voti, in elezioni perenni. Ora mi sento di nuovo bambino, rileggo le stesse storie, la stessa altezza, le stesse orecchie.

Ma soprattutto, ero al bar con Antonio, Vincenzo e Michele e ho capito.
Quando gli ho spiegato come veramente stanno le cose li ho guardati bene in volto, il mio stesso sguardo vuoto nei loro occhi e ho capito.
Tra noi quattro, lo stronzo che non aveva ancora votato Berlusconi ero stato io.

mercoledì 27 maggio 2009

Questa mi ha fatto davvero ridere

Lo so che ultimamente è un argomento inflazionato, ma mi è davvero piaciuto il modo di dire senza aver detto...
Poi ci lamentiamo che Billy Ballo ha violentato una tredicenne (e magari leggiamo pure un commento in cui si dice che lei ci stava e che se l'è cercata... cazzo tredici anni... provate a farlo con mia figlia e vi dissotterro dopo tredici anni)

Dall'intervista a Carlo Rossella sul corriere...

[...]
La preoccupazione del­la signora Lario, forse, è però legata al fatto che il premier «frequenta ragaz­ze minorenni»...
«Non mi risulta. E, co­munque, non userei la parola 'minorenne' a vanvera...».

No? E perché?

«È un termine vecchio. Semmai, direi che la ragazza di cui si sparla aveva meno di 18 anni...».

E che cambia?
«Beh, i costumi non sono più quelli d’una volta...».
[...]

Anche i presidenti del consiglio non sono più quelli di una volta...

lunedì 18 maggio 2009

Metafisica e fantascienza

Anche se non lo avrebbe mai saputo, il primo umano ad accorgersi della cosa fu il proprietario di un piccolo negozio di animali a Des Moines nello Iowa. Mentre controllava le vasche dei pesci, prima della chiusura, li vide. I barbi, i cardinali, perfino i gamberi d'acqua dolce erano tutti rivolti nella stessa direzione, come se stessero osservando qualcosa. Mentre posava il suo sguardo nel medesimo verso non si accorse che anche gli altri animali nelle gabbie lo stavano imitando. L'ultimo fu un giovane ricercatore dell'università di Tokyo. I batteri sul vetrino che stava osservando si disposero tutti allineati quasi simultaneamente, come limatura di ferro sotto l'effetto di una calamita. Fece appena in tempo a distogliere lo sguardo dal microscopio, prima che l'impulso irresistibile ad alzare lo sguardo verso il cielo si impadronisse di lui.
Finì tutto rapidamente così come era iniziato, e nessuno avrebbe mai saputo cosa avesse spinto contemporaneamente ogni essere vivente sulla terra a guardare nella stessa direzione per una manciata di secondi.

In quella precisa direzione, lontano, molte migliaia di parsec fuori dal sistema solare, in una pozzanghera di fango su di una roccia senza nome, una catena molecolare di silani polimerici, contrariamente ad ogni logica probabilistica, era riuscita a sfruttare le complesse reazioni col pentafloururo di boro, scindendosi e replicandosi correttamente senza dissolversi nell'acqua. Era già successo altre volte, ma mai all'interno di una sacca idrofoba protettiva composta da una sottile membrana di carbonato di calcio.

Sarebbero occorsi altri quindici milioni di anni prima che fragili diatomee di tridimite, discendenti di quel primo frammento di codice in silicio, avrebbero polarizzato all'unisono i loro piani cristallini, per osservare a loro volta in un lontano punto, nello spazio all'interno delle polveri di una nube, la nascita della vita.

giovedì 14 maggio 2009

Un mese fa...

Vabbè non è proprio un mese ma mancano solo due giorni, e molte persone mi chiedono sempre com'è dall'altra parte, come si sta, che faccio e soprattutto quanto costa il pesce sul porto di Gallipoli... no vabbè questa è un'altra storia.

Veniamo a noi. Oddio, ho detto "a noi", 'mmazza coi tempi che corrono, sono proprio senza pudore.

Insomma, la mia impressione positiva si è consolidata nel primo mese di permanenza. Le cose qui funzionano bene, il posto è tranquillo ma ci si diverte senza problemi, anzi a dire la verità qui di problemi non ne ho trovato affatto. Sicuramente la cosa è dovuta al fatto che la cittadina è al servizio di una grande università (mi dicono che òa pur vicina Detroit è tutto un altro pianeta, molto peggio di qui), ma devo dire che non mi aspettavo di ambientarmi in così poco tempo. All'inizio fatichi un pochino a comprendere il loro sistema generale, perchè sembra tutto troppo facile, sarà che noi siamo abituati ad essere sospettosi (e avremo anche i nostri buoni motivi), ma vi faccio l'esempio del nuovo conto bancario per farvi capire.

Vado in questa banca x e non la y, perchè la x dovrebbe avere il bancomat collegato alla tessera dell'università (che ho ricevuto 5 minuti dopo essere entrato, assieme alle chiavi e all'accesso ad internet - a Benevento non ho niente che attesti che sono studente, ho rubato le chiavi alla segretaria per farne un doppione e per quanto riguarda internet.... ) ma soprattutto perchè c'era in omaggio una fantastica maglietta con la scritta Michigan. Ecco qui c'è un merchandising della roba dell'università che fa paura, a Napoli sfottevo quelli con la maglietta F-II, qui mi sono comprato pure le ciabatte del Michigan... vabbè dicevo vado in banca, da perfetto straniero e la tizia mi dice gentilmente "digiti il suo codice segreto"...

E io le chiedo "e come? non lo conosco nemmeno!" e lei mi spiega che posso sceglierlo io il mio f...ing codice segreto, non devo aspettare giorni in trepidazione che mi arrivi per posta. Poi mi danno direttamente la carta di credito (una debit card visa), linkano la mia tessera dell'univ. al conto e visto che avevo depositato 100$ me ne danno altri 50$ come promozione.

Il f...ing bancomat internazionale che mi hanno rifilato in Italia, non solo l'ho pagato 40 EURI, (sì con la I vabbè!?) ma non funziona nemmeno! Unto! (sì bravo apri il vocabolario di greco antico, così capisci).

Ho una vecchia cucina con quattro spirali resistive che si riscaldano con l'elettricità.

Da noi le vedremmo come un ferrovecchio, non ha neanche la fiamma. Embè come funziona bene sta cucina, raramente ne ho viste. La potenza e la modularità del controllo ti fanno fare una frittura.. mmm che schquisitezza! Nei supermercati trovi pressapoco le stesse cose, devi soltanto sapere magari come possono averlo tradotto oppure dove possono averlo messo, e la qualità media dei prodotti è davvero più alta, anche se forse il costo è leggermente superiore.

Difficoltà? Certo... provate a capire quando ordinate un sandwitch e la prima cosa che ti chiedono è se vuoi il pane bianco oppure no. Adesso che SO cosa mi stanno domandando, almeno so cosa dovrei rispondere, ma vi assicuro che mi sono dovuto far scrivere "screamed milk" al bancone del caffè, perchè la pronuncia della tizia era di un altro pianeta. Praticamente danno per scontato che tu già sappia cosa ti hanno domandato e quindi vogliono semplicemente sapere cosa preferisci. Ma sono gentili e non si preoccupano di ripeterlo anche molte volte.

Gli autobus passano e si fermano. E se li rincorri se ne accorgono e ti aspettano. Anche se poi scendi alla fermata dopo, non battono ciglio (eh f...ing R2, mi hai sentito?). Il venerdì sera ci scassiamo abbastanza, tanto che la mia tattica è cominciare a ripetere l'indirizzo di casa a chiunque, magari poi qualcuno alla fine della serata se lo ricorderà, perchè io.... Però incredibile a dirsi, l'autobus dell'università passa fino alle 2 di notte, oppure mal che vada c'è il taxi da 5$ che ti riporta a casa.

Qui nessuno parla di Obama nei bar, e nessuno pensa che McCain sia uno sfigato perchè alla fine ha perso. Non è che lati negativi non ne abbiano, hanno le loro paranoie, i loro modi di fare un "tantinello" impacciati quando non hanno confidenza con chi gli sta di fronte, non esattamente il carattere espansivo tipicamente nostrano, ma quando poi li conosci sono brave persone. E alla fine, chiamatemi pure filoamericano, nella somma di pregi e difetti forse loro ci superano di una misura.

Peranto mio caro Mario (no papà non ce l'ho con te), asciugati pure le costose lacrime e fai come me. Quando ti chiedono che pane vuoi per il sandwitch, lascia stare il pane nero, che è pure amaro. Scegli il bianco coi semini di miglio, che è veramente la fine del mondo.

mercoledì 22 aprile 2009

A chi interessasse...

Da lunedì potete raggiungermi qui

Esattamente la casa nell'angolo tra Huron St. e Thayer St.

L'indirizzo è 801 E.Huron St, Apt #4, Ann Arbor (MI) 48104 USA.

Portate una birra!

domenica 19 aprile 2009

Mi chiedo...

Leggevo questo articolo e mi dicevo che se mi fossi trovato io sul posto, probabilmente il bastone invece di gettarlo via, lo avrei utilizzato "differentemente"...

Ma poi mi sono fermato a riflettere sul fatto che la cosa potrebbe capitare anche a me, a parti invertite, visto che qui io sono lo straniero. A dire la verità, io di americani (e magari di americani del Michigan) ne ho visti davvero pochi, qui c'è gente da ogni parte del mondo. I miei colleghi di laboratorio sono asiatici, la mia prof è greca, la padrona di casa viene dalla California... Mi sembra difficile, qui il clima è completamente diverso e c'è la netta sensazione che verrai giudicato solo per quello che fai e non per il posto da cui provieni.

Forse è semplicemente un'incapacità manifesta di accettare il diverso. Forse si tratta semplicemente di un residuo di idioti che fortunatamente prima o poi morirà.

Speriamo senza ricambio.

Signor Toriyama,

non le sono bastati tutti i soldi che aveva accumulato "dovendo" continuare a lavorare su un certo manga di nostra conoscenza? Quanti gliene hanno offerti per tacere su questo scempio?

Signor Marsters, lei certamente saprà che tutto il buon lavoro fatto nei panni di un simpatico vampiro (ma anche di un certo strizzacervelli alieno), è stato vanificato da una delle peggiori trasposizioni della storia del cinema?

E signor Chow, signor Chow...

Vabbè fare il pirata, ma almeno quella è la Disney... è roba per bambini. Questo film invece è per psicopatici socialmente inadattati e sussualmente inadempienti.

giovedì 16 aprile 2009

Welcome in America

Si è fatto abbastanza tardi oggi.

La sveglia è suonata alle 6:30 di mattina, e spero di essere riuscito a svignarmela silenziosamente senza svegliare la padrona di casa che dormiva. Il padrone russava sonoramente quindi non temo di averlo svegliato. Speriamo solo che abbia avuto una giornata migliore di quella che mi ha raccontato ieri.

Il mio viaggio negli States inizia con la perdita di un treno, visto che il tram che doveva portarmi a Termini ha fatto un pochino di ritardo. Fortunatamente nell'aeroporto non c'era nessuno al check-in e quindi mi sono spicciato presto. Arrivo a Francoforte con abbastanza ritardo (diciamo che il pilota se l'è presa comoda e volava col braccio fuori dal finestrino) e noto che ho appena 20 secondi per fare il boarding del volo coincidenza. Un'occhiata al biglietto per vedere che gate prendere nell'hub tedesco, A65 dice il tagliando. Bene, fammi un pò vedere... il 65 è l'ultimo dei gates. Fatto tutto l'hub di corsa arrivo trafelato e sudato dall'altra parte, mi butto a volo nel transit, e salgo a bordo di questo enorme Boing A330. Mi dico subito wow che cosa bella che è st'aereo, giusto in tempo per scoprire che quella era la prima classe, mentre io stavo in economica. Non malissimo ma il confronto è stato in perdita totale. Viaggio di sole 9 ore (stavolta il pilota correva come un pazzo, doveva mettercene 10) tre film visti (non ve ne consiglio nessuno tra Twilight, Bolt e Inkhearth) mezzo libro sfogliato e finalmente si atterra in USA. Incredibilmente sono pure il primo a recuperare le valigie e a uscire dalla zona immigranti. Esco fuori dall'aeroporto e francamente non trovo questi chiari e inconfutabili segnali di come si raggiunga Ann Arbor con i mezzi pubblici. Alla fine riesco a salire su di un autobus e parto. Il tizio mi fa (nel bel mezzo dell'apparente nulla) "Ann Arbor, please take off..." e io mi dico "bene, ma dove c...o stiamo?" qua vedo solo alberi e una strada deserta...

Ebbene dovete sapere che questo posto incredibilmente ha le strade circondate a destra e sinistra dal verde, e poi dietro il verde stanno nascoste le case. Praticamente l'opposto che da noi. A questo punto mi violento e prendo un taxi, crepi l'avarizia, tanto alla fine che devo fare, manco si vede lontanamente un autobus, nè tantomeno saprei prenderlo per andare chissà dove e ho due valigie molto pesanti.

Arrivo al Microhotel, e qui cominciano le sorprese. La stanza che pago 60 dollari (circa 50 euro) ha due letti matrimoniali e un bagno enorme tutto per me. COn una bellissima moquette, condizionatore, tv via cavo e wifi dappertutto. Esagerato.

Esco dopo una doccia e qualche lettura di mail e con una cartina in mano mi avventuro in giro. Un tizio mi si avvicina e mi fa "are you all by your self?" e io mi dico "ummarò e mò questo che vuole?", e quello incalza "dai vieni a magiare con noi ti diamo un passaggio".

Ebbene sono andato a mangiare con tre perfetti sconosciuti, due uomini dell'Alabama e una signora di mezza età del Michigan, in una bisteccheria, e abbiamo fatto una bella caciara, da dove vieni, che studi, bla bla bla. Erano tutti contenti per via del fatto che fosse il mio primo giorno in America. E finalmente sono stato contento anche io. Sono riuscito alla fine a distrarmi e vedermene bene.

E alla fine, al momento di pagare la cena, scopro che avevano pure già pagato anche per me, e quando ho detto che non sapevo come ringraziarli mi hanno risposto "welcome in America" con un grande sorriso.

Grazie a Ted, Rob e Cynthia, per avermi fatto sentire a casa come soltanto nei film sembra possa accadere.

Cara America, abbiamo cominciato davvero bene. Welcome you too.

mercoledì 8 aprile 2009

A quelli che pensano...

che il signore ci abbia benedetti col terremoto...

Beh come mio solito non posso che augurargli un piccolo terremoto locale, con due o tre morti in famiglia, preferibilmente da scegliere tra quelli più piccoli, e ovviamente casa distrutta e disperazione da totale impotenza. E dopo vorrei pure sentirli ringraziare, visto che in questa maniera stanno gioiendo della resurrezione.


E includo nella lista pure gli sciacalli accorsi da tutta Italia (ma come si fa ancora ad avere queste forme inferiori di vita nel nostro paese), quelli del Tg1 che si vantavano degli ascolti record e tutta la truppaglia che pensa di risolvere il problema comodamente seduta sul salotto del vespone di turno.